Il fondo pensione è uno strumento che permette di arrivare preparati alla propria pensione futura, colmando il gap reddituale dato dalla differenza tra l'ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico statale.
Il legislatore ha previsto la possibilità di richiedere un'anticipazione, cioè accedere a una parte del capitale accumulato prima del pensionamento, in tre casistiche specifiche, ognuna con regole, percentuali e aliquote fiscali diverse.
In questo articolo vediamo le caratteristiche e il funzionamento delle anticipazioni.
Le tre tipologie di anticipazione
1. Spese sanitarie straordinarie
L'anticipazione delle somme versate nel fondo pensione si può richiedere in qualsiasi momento, senza vincoli di anzianità, per spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi chirurgici riconosciuti dalle strutture pubbliche competenti, per sé, per il coniuge o per i figli.
- Importo massimo: fino al 75% della posizione individuale maturata
- Anzianità richiesta: nessuna (richiedibile da subito)
- Tassazione: 15%, riducibile fino al 9% in base agli anni di iscrizione
- Documentazione: certificazione della struttura sanitaria
2. Acquisto o ristrutturazione della prima casa
Permette di attingere al fondo per l'abitazione principale propria o dei figli, ma richiede un periodo minimo di partecipazione.
- Importo massimo: fino al 75% della posizione individuale maturata
- Anzianità richiesta: almeno 8 anni di partecipazione alla previdenza complementare
- Tassazione: 23% (ritenuta a titolo d'imposta, non riducibile con l'anzianità)
- Documentazione richiesta: documento d'identità, compromesso o rogito notarile e una dichiarazione sostitutiva
3. Ulteriori esigenze personali (senza motivazione)
È possibile richiedere un'anticipazione senza fornire alcuna motivazione, semplicemente perché si ha un'esigenza personale non documentata. È la forma più restrittiva sia nel limite dell'importo richiedibile che nell'aliquota applicata al capitale richiesto.
- Importo massimo: fino al 30% della posizione individuale maturata
- Anzianità richiesta: almeno 8 anni di partecipazione
- Tassazione: 23% (ritenuta a titolo d'imposta, non riducibile in alcun modo)
- Documentazione: non è richiesta
Anticipazione e riscatto: qual è la differenza principale?
L'anticipazione permette di prelevare una parte del capitale mantenendo attiva la partecipazione al fondo. Il fondo continua a esistere, a ricevere contributi e a generare rendimento sulla parte rimanente.
Il riscatto, invece, comporta la liquidazione definitiva dell'intera posizione e l'uscita dal fondo pensione.
Conviene sempre richiedere l'anticipazione?
In linea generale no, a meno che ci siano necessità reali. Attraverso l'anticipazione si riduce il capitale investito e quindi l'effetto della capitalizzazione composta, poiché i rendimenti maturano su un capitale inferiore. Naturalmente, se si presentano delle emergenze o esigenze reali e non si ha altro capitale da utilizzare, potete utilizzare le somme accumulate nel fondo pensione.
FAQ
Posso richiedere più di un'anticipazione nel corso della vita?
L'anticipazione può essere richiesta più volte ma le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75% della posizione individuale. Inoltre, le anticipazioni possono essere reintegrate in qualsiasi momento dall'aderente.
L'anticipazione riduce l'anzianità ai fini della tassazione finale?
No. L'anzianità di partecipazione si calcola dalla data di prima iscrizione alla previdenza complementare e non viene ridotta dall'anticipazione. Gli anni di iscrizione continuano quindi ad accumularsi normalmente.
Come si calcola il 75% o il 30% richiedibile?
La base di calcolo è la posizione individuale maturata al momento della richiesta - cioè il totale dei contributi versati più i rendimenti generati, al netto dei costi e delle imposte sui rendimenti. Non è il totale dei contributi versati, ma il valore attuale della posizione.

