Investimenti

    L'illusione della protezione dei risparmi distribuiti tra più banche

    Spesso si pensa che il principio della diversificazione vada applicato anche nella scelta degli intermediari finanziari usati per investire. Ma il principio di non mettere tutte le uova nello stesso paniere non funziona esattamente così.

    Alin TomuletAlin Tomulet
    17 marzo 2026
    5 min di lettura

    Spesso si pensa che il principio della diversificazione vada applicato anche nella scelta degli intermediari finanziari usati per investire.

    Ahimè, il principio di non mettere tutte le uova nello stesso paniere non funziona esattamente così.

    Questa credenza errata porta a sostenere affermazioni come: "Investo i miei risparmi in 6 banche diverse, perché così sono tutelato dal fondo interbancario di tutela dei depositi e se la banca fallisce sono coperto fino a € 100.000."

    Dove sta l'errore?

    Innanzitutto, è vero che i depositi sono garantiti dal FITD fino a 100.000 euro per ogni depositante. Questo limite si applica per ogni depositante, per singola banca. Questo significa che se ho € 1.000.000 suddivisi proporzionalmente in 10 banche diverse, in caso di fallimento delle banche il FITD garantisce i miei risparmi.

    Tuttavia, è bene sapere che se investo i miei risparmi in strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, fondi ed ETF, questi confluiscono in un "contenitore" separato rispetto alla banca.

    Un esempio pratico

    Esempio: se investo € 300.000 in un ETF azionario globale (prendiamo il caso di Ishares Core Msci World Ucits Etf Acc) e la banca fallisce, i miei soldi sono comunque al sicuro (a meno che non falliscano le circa 1.400 aziende dell'indice, naturalmente).

    Questo perché vige il principio di separazione patrimoniale (Articolo 22.1 del TUF, Testo Unico della Finanza), secondo cui "gli strumenti finanziari e le somme di denaro dei singoli clienti, a qualunque titolo detenuti dall'impresa di investimento o dalle SGR o dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale costituiscono un patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell'intermediario e da quello degli altri clienti".

    Conclusione

    Perciò, prima di complicarsi la vita andando a scegliere una quantità di banche che non stanno sulle dita della mano, verificate piuttosto la solidità della banca. Lo potete fare controllando gli indici di solidità patrimoniale (come il CET1 ratio), disponibili sul sito della stessa, e confrontandoli con i requisiti minimi della BCE.

    Per quanto riguarda gli investimenti, partite sempre dai vostri obiettivi, profilo di rischio e orizzonte temporale, sono più importanti di qualsiasi altra banca quando si tratta di investire.

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